Qualche riflessione sul tema del maestro unico e del tempo-scuola
(a cura di Massimo Spinelli) - (Download documento)
Il DL n. 137/08, convertito con legge n. 169 del 30 ottobre 2008, prevede che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscano classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali.
Sappiamo anche che il successivo Piano Programmatico e lo Schema di regolamento sugli ordinamenti della scuola del primo ciclo d’istruzione hanno integrato questa prima indicazione con un più ampio repertorio di soluzioni organizzative, attivabili sulla base delle richieste delle famiglie interessate (27 ore, 30 ore, fino al modello a 40 ore). Malgrado questo è innegabile che la polemica si sia concentrata sulla figura del cosiddetto maestro unico e sul superamento del “modulo”.
Quando la polemica infuria è difficile che il confronto (che dovrebbe attenere al piano delle idee) non scivoli sul piano dello scontro (che invece rientra negli interessi di parte). La presente riflessione parte dal presupposto che non va mai abbandonato il terreno del confronto, perché è l’unico che consente di assumere una logica “costruttiva”. Al tempo stesso non bisognerebbe cedere alle semplificazioni e tenere fermi alcuni elementi di carattere pedagogico-didattico.
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