Giovani ad un bivio
Per i giovani che non sanno di essere ad un bivio: riscatto di laurea o fondo pensione - Contributo di Giuliano Coan
Commento di Giovanni Cappuccio
"Il dott. Coan mi invita ad esprimere anche il mio pensiero in merito alla situazione del riscatto di laurea per i giovani e chi meglio di me può parlare, vivendo una situazione in cui mi trovo ad avere ancora a carico una figlia laureata da due anni in geologia che arranca faticosamente a trovare lavoro, anzi lavora gratis per studi geologici o ingegneristici per periodi di 5 o 6 mesi, e poi per giunta la mandano via.
Il problema del lavoro dei giovani è inverosimile e assurdo: sono laureati e non trovano lavoro e non c’è lavoro: è un dramma, prima per loro e poi per i genitori e poi per la società.
Certo il dramma coinvolge anche altri lavoratori con altri problemi gravi alle spalle, con figli, mutui, ecc. Ma che razza di società abbiamo contribuito a sviluppare, perché più si va avanti e peggio appare l’orizzonte della occupazione o della disoccupazione.
Di chi è la colpa, tenendo conto che il fenomeno investe tutta l’Europa e specie quella meridionale e dell’est?
Alcuni dicono che è colpa della globalizzazione, cioè il fatto che il mondo è diventato più “piccolo” o che si può raggiungere molto facilmente ogni punto del pianeta, ha comportato non un miglioramento della vita lavorativa, ma un peggioramento, perché si vanno a cercare le zone dove la manodopera costa di gran lunga meno, dove non vi sono regole sindacali e leggi sul lavoro e là si sposta il lavoro e quindi la ricchezza.
E se è così non ne verremo più fuori per altri secoli, fino a quando in tutte le nazioni non ci sarà una legislazione univoca del mondo del lavoro, del profitto, ecc.
Sarà colpa anche dell’Euro?
Ma fino a dieci anni fa con le monete nazionali, non mi sembra che la Grecia stava poi così male, né la Spagna né il Portogallo, né l’Irlanda, né l’Italia.
Siamo sicuri che l’Euro non sia un rimedio peggiore del male?
Un esempio: quando percepivo lo stipendio di 5.000.000 di lire, mi sembrava di essere quasi ricco; ora che percepisco una pensione di 2.500 euro, non mi sembra più come prima.
Adesso si annunciano in Italia altri tagli per decine di miliardi di euro all’anno; fra poco il bilancio dello Stato arriverà a zero entrate e zero uscite! E raggiungeremo il miglior pareggio contabile mai esistito in una società.
Ma almeno i sacrifici fossero fatti da tutti!
No, ci sono e ci saranno ancora caste di persone, di gruppi sociali e politici che guadagneranno cifre incredibili al mese a danno di chi realmente produce.
Mi riferisco al mondo politico e a quello limitrofo. La Politica assorbe troppo dalle tasche dei cittadini e una seria valutazione di questo non viene fatta.
Quindi, tornando al tema della pensione o meglio del riscatto della laurea, certo che sono favorevole, anche se i primi a dire che non è conveniente sono gli stessi funzionari INPS.
Ma nel mio caso con una figlia non occupata, badate bene: non disoccupata, ma non occupata, l’onere del riscatto va a totale carico del genitore e certamente non tutti si possono permettere di pensare a una cifra di 24.010 da pagare sia pure in dieci anni, anche se c’è la deduzione interamente dal reddito, ma se faccio due conti, nel mio caso, da 24.010 € tolgo il 40%, circa 10.000 euro, ne devo pagare pur 14.015 mila di euro e non tutti sono in condizione di affrontare una simile cifra.
In chiusura del mio commento, per non dilungarmi più del tuo articolo, caro amico Coan, sono pure d’accordo che tra il riscatto della laurea con l’istituto INPS e il fondo pensione, preferisco l’INPS.
Come infatti stamattina ho presentato la domanda in tal senso per mia figlia, con la speranza che se comincia a lavorare il resto se lo paga lei.
E che Dio ce la mandi buona, perché “mala tempora currunt”. Troppo mali.
Ciao a rivederci a ottobre a Milano per l consueta consulenza ai soci ANP."
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