Importante vittoria dell’ANP presso il TAR Lazio

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La vertenza giudiziaria che ci ha visto impegnati contro il MIUR per garantire ai dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche del I ciclo l’accesso alla funzione di presidente degli esami di Stato conclusivi del II ciclo si è finalmente conclusa con l’annullamento della C.M. 4537 del 16/03/2018, da parte del TAR Lazio e con valore erga omnes, nella parte in cui è introdotto il divieto di presentare domanda. Sono stati altresì annullati tutti quei “paletti” introdotti dalla successiva C.M. 6078 del 06/04/2018.

Il TAR ha così deciso in base al principio di unicità del ruolo dei dirigenti scolastici ed ha nettamente escluso che l’Amministrazione possa differenziare, in relazione al diverso ordine e grado dei dirigenti scolastici, i requisiti che i dirigenti dovrebbero possedere per svolgere il ruolo di presidente delle commissioni. In altre parole, qualsiasi distinzione tra i dirigenti è viziata da illegittimità.
Cade così il principio secondo cui i dirigenti scolastici, per essere nominati presidenti di commissione, dovrebbero essere provvisti di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di II grado.

Cadono, altresì:
1) il principio per cui il collaboratore dovrebbe essere un “docente di scuola secondaria”;
2) quello per cui non potrebbe essere “un docente di classe terza di scuola secondaria di primo grado, perché già componente di diritto della commissione d’esame”;
3) quello per cui dovrebbe avere “già svolto la funzione di Presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione”.

L’unico obbligo imposto al dirigente, in caso di sua assenza o in caso di impedimento, è quello di individuare un docente collaboratore.

È infine illegittima la previsione che impone due modelli e due procedure differenti di presentazione delle domande.

Nonostante la sentenza del TAR Lazio sia giunta dopo la conclusione delle operazioni d’esame, si tratta di un pronunciamento fondamentale che mette definitivamente fine alla questione, ristabilendo le condizioni di dignità professionale dei dirigenti scolastici.