Qualcuno raccolga l’S.O.S. lanciato dalle scuole!

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Ci dividono poche ore dall’avvio dell’anno scolastico 2017/18 e la situazione funzionale delle scuole della Lombardia presenta livelli di emergenza tali da non poter essere sottaciuti, né lasciati alla sola iniziativa del Dirigenti scolastici, ai quali non si può chiedere di risolvere da soli ogni problema dopo che si è fatto di tutto per sottrarre loro concreti strumenti di gestione.

Era inevitabile che questo accadesse, dopo che l’accordo nazionale sulla mobilità ha fatto saltare il vincolo di legge della triennalità degli incarichi e dopo che si è lavorato perché l’istituto della chiamata per competenze rientrasse, di fatto, nell’alveo delle vecchie procedure di nomina da parte dell’amministrazione scolastica in base a graduatorie e punteggi. A questo si aggiunge, per completare il quadro, il nuovo massiccio ricorso agli istituti contrattuali dell’assegnazione provvisoria e delle utilizzazioni, nati per fare fronte a situazioni straordinarie e oggi abbondantemente abusati, che permetteranno per la seconda volta di svuotare una parte consistente dell’organico dell’autonomia appena costituito. Il quadro generale che ne deriva è quello di una grave emergenza nella copertura degli organici delle scuole, con la conseguente necessità di fare ricorso massiccio a supplenze annuali sulla base di graduatorie d’istituto in fase di ripubblicazione, con l’inevitabile coda di ricorsi, correzioni, aggiustamenti, attesa per la pubblicazione definitiva e con il conseguente balletto nelle classi delle supplenze provvisorie in attesa dell’avente diritto. E pensare che le graduatorie dovevano sparire già dal 2007, che le supplenze dovevano essere ridotte al minimo e che i docenti dovevano essere reclutati in funzione delle esigenze del progetto educativo della scuola! Povera legge 107, quale triste destino ti è toccato!

Gli uffici di segreteria presentano in numerose situazioni condizioni altrettanto allarmanti. Quanti posti di DSGA sono effettivamente coperti dal titolare e quanti incarichi saranno assegnati ad assistenti amministrativi, ammesso che vogliano accettarli anche se godono della seconda posizione economica? E quanti posti di assistente amministrativo assegnatario di funzioni superiori saranno effettivamente rimpiazzati da personale effettivamente preparato a svolgere le funzioni attinenti al profilo? Si ha la netta sensazione che a livello politico ed amministrativo non si abbia una precisa cognizione della complessità che la gestione dei servizi generali ed amministrativi di una istituzione scolastica oggi esprime, altrimenti non si resterebbe insensibili di fronte allo svuotamento delle segreterie di tante scuole. Possibile che non si capisca che non basta più occupare dei posti quali che siano, ma che occorrono livelli di professionalità adeguati ai compiti da svolgere?

In Lombardia il tutto sarà accompagnato da una nuova massiccia assegnazione di 242 reggenze (per il momento), in modo che i Dirigenti scolastici saranno costretti ad affrontare e a gestire non una ma due situazioni di emergenza, con tutto quello che ne consegue. Intanto il regolamento per il nuovo concorso continua ad essere palleggiato dal MIUR al MEF, dal Consiglio di Stato alla corte dei Conti, che non hanno fretta in quanto la burocrazia ha i suoi ritmi canonici e non esiste possibilità di scalfirli.

Non ci sfugge, è bene chiarirlo, il fatto che anche alcuni uffici regionali siano stati sottoposti ad un lavoro straordinario nel periodo estivo, ma anch’essi troppo spesso sono condizionati e vincolati da situazioni che trovano origine negli accordi nazionali. D’altra parte l’evidente revival di centralismo ministeriale e di concertazioni nazionali non possono avere altro effetto che quello di demolire i resti dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, ridotta ormai a poca cosa, e di comprimere la stessa iniziativa delle strutture amministrative territoriali, costrette in buona parte ad eseguire gli ordini di viale Trastevere. La conseguenza diretta è che il sistema, la cui funzione primaria dovrebbe essere quella di garantire il supporto all’autonomia delle scuole, segue tutt’altre logiche e tutt’altre priorità, che poco o nulla hanno a che fare con i bisogni reali delle scuole, con i diritti degli studenti e delle famiglie, con la qualità del servizio scolastico erogato.

Malgrado tutto questo il primo settembre si riuniranno i collegi docenti e il 10 settembre le scuole accoglieranno alunni e studenti nel modo migliore possibile, facendo finta che tutto si svolga nella più perfetta normalità. Ma sarà una specie di miracolo. Sarebbe ora che qualcuno prestasse ascolto si fermasse a riflettere sul livello d’impegno e di sacrificio che tutto questo, nelle condizioni attuali, richiede.