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Voi, cari Dirigenti scolastici, avete sbagliato tutto!

Dovevate andare in Sicilia, a fare i Dirigenti alla Regione Sicilia e non i D.S. statali , così poi alla fine avreste ottenuto le favolose pensioni siciliane.

“ Ci sono pensionati in Italia che negli ultimi dieci anni hanno visto lievitare l’assegno mensile come la panna montata: +40,57%. Ognuno di loro intasca in media 45.447 euro l’anno… superiore del 30% allo stipendio medio di un impiegato pubblico. Questo piccolo esercito è composto da 12.300 persone, che rispetto ai loro colleghi statali hanno avuto un raro colpo di fortuna: essere stati dipendenti della Regione Sicilia”.

Questo lo dice Sergio Rizzo del Corriere della Sera.

Ma non finisce qui la sorpresa: si apprende che la riforma delle pensioni, quella di Dini, con la quale si è passati dal sistema retributivo a quello contributivo, in Sicilia è slittata di ben 9 anni. In Italia (!?) è andata in applicazione al 1/1/1996 e in Sicilia (che è in Italia o no? Non ricordo più) dal 1/1/2004. Cioè il sistema contributivo, peggiorativo per gli Italiani, non si è applicato subito, ma ha continuato a persistere il sistema retributivo, nettamente migliore, per i Siciliani, perché l’Assemblea Regionale Siciliana ha deliberato di proseguire nell’applicazione della norma locale del 1962.

E così, un direttore di un qualsiasi ufficio della Regione Sicilia, nel 2010, é andato in pensione mediamente con 6.334 euro al mese, contro i circa 2.500 euro di un dirigente scolastico italiano, ma anche siciliano in questo caso, perché i D.S. siciliani in Sicilia sono considerati italiani!

Altra considerazione è quella che i contributi versati da tutti i dipendenti in servizio in quella parte di Italia, divenuta un Eldorado a questo punto, che sono circa 20.000, contro gli appena 3.700 circa della regione Lombardia, coprono meno di un terzo della somma necessaria a pagare quelle (povere!!!) pensioni. E meno male che ci siamo noi Italiani che provvediamo a compensare quello che a loro non basta. Certo che si lamentano se i trasferimenti dal Governo Centrale vengono ridotti come a tutte le regioni! Quando i soldi non basteranno più , chi pagherà?

Si sono mossi i Magistrati Contabili Siciliani che invocano una riforma che riduca sensibilmente tali privilegi, compreso quelli dei meccanismi che oggi consentono ai dipendenti regionali di ottenere il pensionamento anticipato, tipo quello di accudire un genitore o familiare leggermente portatore di handicap o altro.

Ma i nostri pari grado direttori siciliani o dipendenti in genere sono fortunati anche perché continuano a prendere, a fine rapporto, non il TFR, ma ancora la vecchia buonuscita e facendo un esempio, la buonuscita media di un direttore siciliano si è attestata nel 2010 a 420.113 euro, il 225,16 % in più nei confronti del 2001. Ma nel 2005 la liquidazione direttoriale raggiunse l’incredibile cifra di 624.280. Per le categorie inferiori nel 2004 si sono pagate buonuscite dell’ordine di 290.000 euro circa.

Ha ragione il buon Presidente Raffaele Lombardo ad essere notevolmente incavolato con l’Italia che gli ha decurtato notevoli quantità economiche di trasferimenti di euro da Roma a Palermo. Come farà?

Ultima nota dolente personale fatemela dire. E pensare che io sono nato a Palermo e che avrei potuto godere di questo Eldorado meraviglioso, 6.000 di pensione, 500.000 e rotti di buonuscita, e, invece, mi ritrovo a Milano a fare le satire ai miei già conterronei. C’est la vie. Se nasco un’altra volta non mi frego più con le mie stesse mani.

Ciao a tutti Giovanni Cappuccio pensionato italiano. (20/9/2011)


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